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Moghul
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Lmwfg'mwfwImpero Moghul, anche conosciuto come mwgaMughal è stato il più importante impero indiano di religione musulmana, che regnò su quasi tutto il territorio dell'mwgqAsia meridionale durante la dominazione mwggislamica in mwgwIndia. Il termine mwhaMughal (o mwhqMoghul) deriva dall'mwhgarabo e dal mwhwpersiano, come alterazione del vocabolo "mwiaMongolo", per enfatizzare l'origine mongola e turca della mwiqdinastia timuride.
Fu l'economia più forte del mondo, e globalmente, ebbe le più alte uscite industriali nel mwiwXVII secolo, valendo quasi un quarto del mwjaPIL mondiale.cite-ref-5[5]cite-ref-harrison-6-0[6] Inoltre, l'impero rappresentò il culmine dell'mwlqarchitettura indiana, con monumenti famosi come il mwlgTaj Mahal, una delle mwlwnuove sette meraviglie del mondo. Gli imperatori principali della dinastia, discendenti diretti di mwmaTamerlano e mwmqGengis Khan, furono mwmgBābur, mwmwHumāyūn, mwnaAkbar, mwnqJahāngīr, mwngShāh Jahān, mwnwAurangzeb e mwoaBahādur Shāh I.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
L'Impero Moghul, il cui fondatore fu mwpqBābur detto "il Conquistatore", fiorì dal 1526 al 1707. Egli era un discendente del conquistatore mwpgturco mwpwTamerlano, e governava una delle tante città della mwqaTransoxiana, in buona parte dell'odierno mwqqUzbekistan.
Scacciato dalle sue terre in seguito all'invasione dei nomadi mwqwUzbeki, Bābur, desideroso di conquistare un altro regno, decise di conquistare l'India. Con un piccolo ma ben armato esercito invase l'India, allora sotto il dominio del mwraSultanato di Delhi, e si scontrò con l'esercito del mwrqsultano mwrgIbrāhīm Lōdī nella mwrwbattaglia di Panipat (21 aprile 1526), uscendone vincitore.
Babur regnò per altri quattro anni, estendendo il suo nuovo impero dall'mwsqAfghanistan al mwsgBengala e incrementando le migrazioni turche in India dall'mwswAsia centrale, accrescendo così il peso della mwtareligione islamica in questo Paese. L'impero raggiunse l'apogeo con il terzo imperatore mwtqAkbar ("il [più] Grande"), che completò la conquista del Bengala e sottomise il mwtgGujarat e i principati indù mwtwRajput, i quali furono ammessi nell'apparato amministrativo Moghul come esattori delle tasse. Akbar fondò la nuova capitale di mwuaFatehpur Sikri e cercò di creare una nuova religione sincretistica, accostando l'mwuqInduismo all'mwugIslam.
L'mwvaIndia divenne parte del cosiddetto mwvqrinascimento timuride tramite i Moghul.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]
Gli ultimi grandi imperatori Moghul furono mwywShāh Jahān ("Imperatore del mondo"), che regnò dal mwza1628 al mwzq1658, e suo figlio mwzgAurangzeb (mwzw1658 - mwaa1707). Artefice di una politica espansionista, quest'ultimo dedicò gli ultimi anni del suo regno a una lotta incessante contro i principi indù mwaqMaratha (abitanti nell'attuale mwagMaharashtra), che avevano creato la mwawConfederazione Maratha nell'mwbaIndia meridionale.
Aurangzeb impose in tutta l'India la mwbgreligione islamica, provocando rivolte e guerre. Alla sua morte, avvenuta nel mwbw1707, l'impero si disgregò, e ciò che ne rimaneva fu definitivamente conquistato dai britannici dopo la mwcaI guerra d'indipendenza indiana - meglio nota in Occidente come l'ammutinamento dei Sepoy o i moti indiani - nel 1859.
I Moghul sono rimasti famosi per lo sfarzo della loro corte imperiale e per lo splendore delle loro capitali, mwcgDelhi e mwcwAgra, che esistono ancora oggi, nonché per i loro stupendi monumenti: basti ricordare ad Agra il mwdaTaj Mahal, costruito dall'imperatore Shāh Jahān come tomba per la propria amata sposa, l'imperatrice mwdqMumtaz Mahal, morta giovane nel 1631. Inoltre, i Moghul erano rinomati per la loro scuola artistica, che l'imperatore mwdgHumāyūn arricchì invitando un buon numero di artisti mwdwpersiani, con il ruolo di maestri, presso la sua corte. Tra i pittori più importanti della scuola si annovera mweaBasawan.
La dinastia Moghul fu l'ultima forza unificatrice dell'India prima della conquista europea. La sua fine aprì indirettamente le porte dell'India alla penetrazione e alla dominazione britannica.
Cronotassi della fine dell'impero
• 1746: gli Afghani saccheggiano Lahore.
• 1748: Nazar Yung è il nuovo Nazar dell'impero.
• 1749: i Moghul pagano tributi in oro al re afghano Ahmad Shah Durrani.
• 1751: con la imposizione del nuovo Niẓām Salabhut Yung, i Francesi di Joseph François Dupleix dominano l'India a sud del fiume Kistna.
• 1756: Delhi è occupata dagli Afghani; l'Imperatore è posto sotto tutela degli afghani Rohilla; Clive diviene padrone del Bengala dopo la battaglia di Plassey.
• 1758: gli Afghani occupano Lahore.
• 1759: ʿĀlamgīr II è assassinato da Fīrūz Jang e il nuovo imperatore, mwfwShāh ʿĀlam II è in esilio in cerca di alleati e li trova nei Britannici di mwgaRobert Clive; di fatto cessa politicamente l'Impero moghul.
• 1760: i mwggMaharatti occupano Delhi.
• 1761 i Maratha del mwhamwhqPeshwa sono sconfitti a mwhgPānīpat dagli Afghani di mwhwAhmad Shah Durrani e dai loro alleati indiani, che rioccupano Delhi e vi istituiscono un proprio governatore in nome dell'imperatore esule.
• 1763: l'imperatore Shāh ʿĀlam II si stabilisce ad mwiqAllāhābād sotto la protezione britannica e cede alla mwigCompagnia britannica delle Indie orientali l'amministrazione del Bengala, Orissa e Bihar, dipendenti dal mwiwsubadar di mwjqMurshidabad; inizia la dominazione britannica in India.
• 1765: i Maharatti e i Jath assediano Delhi; l'imperatore diviene pensionato britannico per la cifra 26 mwjwlack (mwka2 600 000) di rupie all'anno (12 agosto 1765); i Britannici annettono il mwkqBihar.
• 1771: i Britannici annettono Kara, Allāhābād e mwlwBenares.
• 1772: Shāh ʿĀlam II rientra a Delhi con l'aiuto dei Maharatti; l'impero maratha diventa una mwmqConfederazione di vari clan dinastici (Bhonsla, mwmwPeshwa, Gaekwar, mwnqSindhia, mwngHolkar).
• 1773: i Moghul occupano Bharatpur, Alwar e Agra; i Sikh marciano su Delhi; la Compagnia delle Indie si dichiara sovrana e indipendente dai Moghul e non versa più i tributi all'Imperatore.
• 1774: i Moghul ripristinano la legge sui feudi (mwoqJagir).
• 1782: la corte moghul è dominata dal nuovo mwowvisir Afrasyab Khān.
• 1783: i Moghul chiedono aiuti al maharatto Sindhia contro la tirannia di Afrasyab che viene assassinato; il mwpgPeshwa maharatto è nominato viceré dei Moghul e Sindhia diviene suo rappresentante alla corte di Delhi e Agra.
• 1785: Sindhia è il sovrano effettivo dei territori moghul.
• 1787: Ghulām Qadīr, emiro dei Rohilla, occupa Delhi e domina la corte.
• 1788: Shāh ʿĀlam II è accecato da Ghulām Qadīr; Sindhia marcia su Agra, ma è sconfitto dall'esercito moghul di Ghulām Qadīr, tuttavia in seguito occupa Delhi e ricolloca Shāh ʿĀlam II sul trono.
• 1790: il generale francese de Boigne organizza l'esercito maharatto di Sindhia secondo i canoni europei e sconfigge i maharatti ribelli e i Rajpur di Jaipur.
• 1792: Calcutta diviene il centro amministrativo (Presidency) della Compagnia inglese delle Indie.
• 1794: Sindhia muore a Pune a seguito di un agguato.
• 1795: l'erede di Sindhia, Dawlat Rao, si trasferisce a Delhi; Zaman Shah, nuovo emiro afgano, invade il Punjab, ma è sconfitto dai Sikh; mwtaBajirao II è il nuovo mwtqPeshwa.
• 1803: dopo aver sconfitto i Maharatti, il generale britannico Lake entra trionfante a Delhi, ponendo il vecchio e cieco imperatore Shāh ʿĀlam sotto protezione britannica, chiamandolo "re di Delhi".
• 1806: Akbar II è il nuovo Imperatore moghul, di fatto posto sotto la pesante tutela britannica; egli governa solo all'interno del suo palazzo (il Forte Rosso - Lal Qila) di Delhi.
Lista degli Imperatori Moghul
| Nome imperatore | Nascita | Periodo di regno | Morte |
|---|---|---|---|
| Bābur | 14 febbraio 1483 | 1526 - 1530 | 26 dicembre 1530 |
| Humāyūn | 6 marzo 1508 | 1530 - 1540 | gennaio 1556 |
| Shēr Shāh Sūrī | 1472 | 1540 - 1545 | maggio 1545 |
| Humāyūn | 6 marzo 1508 | 1555 - 1556 | gennaio 1556 |
| Akbar | 15 ottobre 1542 | 1556 - 1605 | 27 ottobre 1605 |
| Jahāngīr | 31 agosto 1569 | 1605 - 1627 | 28 ottobre 1627 |
| Shāh Jahān | 5 gennaio 1592 | 1628 - 1658 | 22 gennaio 1666 |
| Aurangzeb ʿĀlamgīr I | 21 ottobre 1618 | 1658 - 1707 | 3 marzo 1707 |
| ʿAzīm Shāh | sconosciuta | 1707 | 1707 |
| Bahādur Shāh I ʿĀlam I | 14 ottobre 1643 | 1707 - 1712 | 27 febbraio 1712 |
| Jahāndār Shāh Muʿizz al-Dīn | 9 maggio 1661 | 1712 - 1713 | 1713 |
| Farrūkh Siyar | 11 settembre 1683 | 1713 - 1719 | 28 aprile 1719 |
| Rafīʿ al-Dawla Jath | sconosciuta | 1719 | 1719 |
| Shāh Jahān II | sconosciuta | 1716 - 1717 | 1719 |
| Nikusiyar | sconosciuta | 1719 | 1743 |
| Muḥammad Shāh | 1702 | 1719 - 1748 | 1748 |
| Aḥmad Shāh Bahādur | 1725 | 1748 - 1754 | 1754 |
| ʿĀlamgīr II ʿAzīz al-Dīn | 1699 | 1754 - 1759 | 1759 |
| Shāh Jahān III | sconosciuta | 1759 | sconosciuta |
| Shāh ʿĀlam II | 1728 | 1759 - 1806 | 1806 |
| Akbar Shāh II | 1760 | 1806 - 1837 | 28 settembre 1838 |
| Bahādur Shāh II | 24 ottobre 1775 | 1837 - 1857 | 7 novembre 1862 |
Ripartizione amministrativa
L'impero era organizzato amministrativamente in varie Province (mwazySuwabs); dodici di queste erano viceregni:
• viceregno di Sirhind e mwazkDelhi: capitale e sede imperiale (Lal Qila) fino al 1803
• viceregno del Kashmir e mwaz4Srinagar, perduto nel 1754
• viceregno del mwaamBidar, perduto nel 1765
• viceregno del mwaauSindh e Thatta, perduto nel 1750
• viceregno di mwabuAllahabad, perduto nel 1771
• viceregno di mwabcAgra, perduto nel 1775
Tra le altre province:
• mwabsPatna e Bahar, perduta nel 1764
• Chamba, perduta nel 1752
• Malwa (Ratipur) perduta nel 1752
• Kandeish e Burhampur
• Buckor perduta nel 1752
• Nagracut e Jullundur
• Nawar e Gwalior, perduta nel 1761
• Pitan e Pilibhit, perduta nel 1754 (Rohilkhand)
• Sindh e Tatta, perduta nel 175
• Multan e mwacuBahawalpur, perduta nel 1752
• Gherwal e Rampur
• Arcot, perduta nel 1725
• Sira, perduta nel 1757
• Janipur
• Bakar
• Mewat e Alwar
• Bharat e Rewa
• Birab e mwac4Benares
• Gor e Gorakhpur
Note
cite-note-11. Nel mwady1857, il titolo venne mutato in imperatore di tutta l'India.
cite-note-turchinadams2006-33. mwaecPeter Turchin, Jonathan M. Adams e Thomas D. Hall, mwaegmwaekEast–West Orientation of Historical Empires and Modern States, in mwaeoJournal of World-Systems Research, vol.mwaes 12, n.mwaew 2, 2006, pp.mwae0 219-229, mwae4DOI:mwae810.5195/JWSR.2006.369, mwafaISSNmwafe 1076-156X.
cite-note-taagepera-44. mwafwmwaf0Rein Taagepera, mwaf4mwaf8Expansion and Contraction Patterns of Large Polities: Context for Russia, in mwagaInternational Studies Quarterly, vol.mwagi 41, n.mwagm 3, settembre 1997, pp.mwagq 475-504, mwaguDOI:mwagy10.1111/0020-8833.00053.
cite-note-harrison-66. ↑ mwahymwahcLawrence E. Harrison, mwahgPeter L. Berger, mwahkmwahoDeveloping cultures: case studies, mwahsRoutledge, 2006, p.mwahw 158, mwah0ISBNmwah4 978-0-415-95279-8.
cite-note-77. ↑ Victor Lieberman, mwaimStrange Parallels, Volume 2, Mainland Mirrors: Europe, Japan, China, South Asia, and the Islands: Southeast Asia in Global Context, C. 800-1830, p. 712
cite-note-88. ↑ mwaicImperial Identity in the Mughal Empire di Lisa, p. 4
cite-note-99. ↑ mwaisSufism and Society: Arrangements of the Mystical in the Muslim World, 1200–1800, edito da John Curry, Erik Ohlander, p. 141
Bibliografia
• mwai8(EN) John F. Richards, mwajaThe Mughal Empire, Cambridge, Cambridge University Press, 1965.
• mwaji(EN) Burton Stein, mwajmA History of India, John Wiley & Sons, 2010. ISBN 978-1-4443-2351-1
• mwajy(EN) Peter Robb, mwajcA History of India, Macmillan, 2011. ISBN 978-0-230-34549-2
• mwajo(EN) Irfan Habib, mwajsEconomic History of Medieval India, 1200–1500, Pearson Education, 2011.
Voci correlate
• mwaj8Islamismo
• mwakeTaj Mahal
• mwakmStoria dell'India
• mwakuStoria militare dell'India
• mwakcSultanato di Delhi
• mwakkGiardini moghul
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaMughal, impero, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itMoghūl, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Mughal dynasty, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.